BUDICCA
Colei che seppe spingere i celti a sfidare la potenza di Roma
Tutto ebbe inizio con la violazione del testamento di Prasutago, re degli iceni, popolazione del Norfolk, sulla costa orientale della gran Bretagna, cliente dei romani ma non ancora assoggettata.
60 d. C., per placare le richieste dei romani, Prasutago decise di lasciare metà del proprio patrimonio a Roma, destinando l’altra metà alle figlie. Catone Deciano non era uomo da mezze misure e si prese tutto, trasformando il territorio iceno in una provincia. I suoi soldati sequestrarono tutto ciò che trovarono, provocando le proteste delle figlie e della vedova Budicca. Da Tacito apprendiamo che Budicca era di famiglia nobile. A sette anni venne mandata presso un’altra famiglia secondo l’uso del “forestage” e vi rimase sino all’età di quattordici anni. Budicca tornò a casa nel 47 d.C.
Alle proteste i romani reagirono con il saccheggio del campo reale, la fustigazione della regina e lo stupro delle giovani. I Britanni non erano gente da lasciare impunito un simile affronto. Da quel preciso istante Budicca si dedicò anima e corpo per sollevare una ribellione che non si limitava al suo popolo, bensì agli iceni dell’Anglia orientale e i Trinovanti, stanziati a sud di Camulodunum(Colchester). Prima di agire, la regina attese la partenza del governatore Caio Svetonio Paolino, costretto a dirigersi con il grosso delle sue truppe nel Galles settentrionale, ove i druidi erano in agitazione. Budicca guidò i suoi a Colchester, dove aveva intenzione di attaccare la guarnigione romana, che aveva partecipato alle razzie e alle violenze ai danni della sua gente. Sorprese anche le quattro coorti della XI Hispanica. Il contingente di Quinto Petillio Ceriale venne aggredito mentre attraversava le foreste dell’Anglia orientale. Ridusse la superiorità numerica del nemico, costringendolo a dividersi e a perdere così l’unico vantaggio che aveva. Petilio e la sua cavalleria riuscirono ad asserragliarsi in un sito fortificato. Paolino, abbandonò la campagna che stava intraprendendo contro i druidi per raggiungere Londra ed evacuare la popolazione a sud, nel Kent. Quando Budicca arrivò a Londra, capitanando le sue truppe da un carro da guerra trainato da due cavalli, in città erano rimasti solo poveri e malati. Budicca non si fece problemi e attuò una strage indiscriminata, lo stesso si ripeté nel borgo di Verulanium(St.Albans). La giustificazione della regina era che non sapeva cosa farsene dei prigionieri. Paolino, trasferitosi a Wall(vicino a Lichfield) si preparò ad affrontare Budicca. I Britanni avanzavano da Verulanium verso nord-est. Paolino li aspettava in una stretta pianura delimitata dietro e ai fianchi da foreste. Secondo i cronisti Budicca fece un discorso ai suoi prodi prima di lanciarli in battaglia, ricordando che non era la prima volta che una donna conduceva i britanni in guerra. In prima linea assieme ai suoi, Budicca, brandendo la lancia e spronando i cavalli che trainavano la sua biga, attaccò. Giunti a portata di tiro dei romani, i Britanni cominciarono a scagliargli contro di tutto. La linea britannica si infranse contro il muro di scudi romano mentre sui fianchi si facevano strada la fanteria leggera romana e la cavalleria. La rotta dei britanni portò i romani a raggiungere il campo britanno, dove si consumò l’ennesima strage. Budicca si sottrasse alle spade romane solo per suicidarsi con il veleno
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