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L'INSEDIAMENTO CELTICO DI MONTE BIBELE
view post Posted on 5/11/2009, 22:28Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 12/11/2009, 20:03


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L'insediamento celtico di Monte Bibele. In Emilia Romagna, a Pianoro vicino Bologna, ci sono prove di una colonizzazione celtica nel sito di Monte Bibele. I Boi, infatti, erano una tribù celtica dell'età del ferro stanziata in Europa centrale e in particolare nelle regioni della Baviera e della Boemia. Poi però scelsero di stanziarsi in Italia, per l'ottima locazione, sicuramente è stata unafortuna il ritrovamemento di questo insediamento visto che ha permesso agli studiosi di conoscere la vita comune di un villaggio celta

Quest'area archeologica nel cuore dell'appennino bolognese, prende il nome dal massiccio di Monte Bibele, situato fra le valli dei torrenti Idice e Zena.
Le cime principali del massiccio sono Monte Savino (550 m slm), Monte Tamburino (575 m slm) e Monte Bibele (600 m slm) - che da il nome all'intero complesso - da cui si dominano le due vallate fino al passo della Raticosa, sul crinale tosco-emiliano. La posizione strategica su una delle antiche vie transappenniniche che mettevano in collegamento la costa tirrenica con quella adriatica, la vicinanza a importanti bacini minerari (rame, ferro, gesso) la ricchezza di acque sorgive - il nome Bibele deriva dalla radice latina bib=bere - sono con ogni probabilità le ragioni principali che portano le popolazioni antiche ad insediarsi in quest'area. L'intero massiccio è ricco di evidenze archeologiche, databili a partire dall'età del Rame, ma deve la sua notorietà e importanza agli scavi archeologici che hanno riportato alla luce i resti di un abitato etrusco/celtico, della relativa necropoli, e di diverse aree di culto, riferibili ad un periodo collocabile tra l'età del bronzo e la seconda età del ferro. Il caso portò alla scoperta dell'abitato, nei primi anni 60. Alcuni cacciatori alla ricerca di un tasso trovarono una statuetta del V secolo e segnalarono il ritrovamento agli enti interessati che nel giro di 10 anni iniziarono le campagne di scavo, curate dall’Istituto di Archeologia dell’Università di Bologna, che hanno portato alla ricostruzione della storia complessiva del sito.
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Le principali aree d'indagine archeologica sono le seguenti:
1. Abitato etrusco/celtico
2. Necropoli etrusco/celtica
3. Area sacra etrusca (stipe votiva)
4. Area sacra di Monte Bibele (santuario)

L'area archeologica di Monte Bibele, in ambito celtico è tra più importanti d'Europa, per la ricchezza dei corredi rinvenuti nella necropoli, che testimoniano il momento di passaggio dal dominio etrusco a quello celtico dei Galli Boii, e per le condizioni in cui è tornato alla lucel'abitato, che distrutto da un incendio, e poi abbandonato, verso l'inizio del II° secolo a.C. ci ha restituito un'istantanea sulla vita quotidiana del tempo.
I reperti rinvenuti sono oggi esposti per lo più al Museo Civico Archeologico Luigi Fantini di Monterenzio (BO) e in parte al Museo Civico Archeologico Di Bologna.
Le aree sacre
Generalmente collocate lungo le vie di transito e le direttrici commerciali appenniniche, le stipi o depositi votivi, sono attestazioni religiose etrusche tra le più diffuse dell'Italia antica. Sono generalmente composte da figurine umane o animali, in bronzo e vasellame ceramico miniaturizzato, realizzato per scopi religioso/votivo. La stipe rinvenuta nell'area archeologica di Monte Bibele è la più grande di tutta l'Etruria padana a conferma della grande importanza del complesso archeologico Bolognese.
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Quest'area sacra è collocata tra il piede della cima di Monte Bibele e il versante sud/ovest della necropoli, in una depressione che un tempo probabilmente ospitava uno specchio d'acqua, sul cui fondo sono state rinvenute centinaia di statuette votive e vasellame in terracotta miniaturizzato. Non si sono trovate tracce di sistemazione monumentale dell'area sacra, né è stata individuata la divinità oggetto di culto, ma dallo studio dei materiali rinvenuti è possibile datare la frequentazione della stipe a partire dalla seconda metà del V secolo a.C. fino alla seconda metà-fine del IV secolo a.C. È interessante osservare che l'abbandono di questa forma di culto coincide con la comparsa delle polopazioni celtiche dei Galli Boii, che determina anche mutamenti nell'ideologia funeraria (tombe con armi) e la comparsa di nuove forme di culto, come quelle che sono attestate dal santuario di Monte Bibele.
Il santuario di Monte Bibele
Sulla sommità di Monte Bibele, gli scavi archeologici hanno permesso di identificare un'area rettangolare (30x15m) spianata artificialmente e circondata da un fossato su tutto il perimetro. Porebbe trattarsi di un santuario all'aperto del tutto simile ai santuari celtici dell'area transalpina.
Posto in posizione elevata, tale da essere visibile dai crinali Reno-Setta e Sillaro-Santerno, all'interno del santuario sono stati rinvenuti numerosi resti di focolari e frutti carbonizzati.
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FONTI:Articolo di Gian Battista Fiorani su Ca'vecchia.it ;http://www.oopart.it/l-insediamento-celtico-di-monte-bibele.html

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